Passando poi a trattare di comunicazioni sociali e di impegno educativo, ha rilevato "le possibilità abissali di male, possibilità che prima non esistevano", citando la "Spe salvi", e aggiungendo che i media "incidono profondamente su tutte le dimensioni della vita umana". Si colloca in questo ambito "la de-regulation educativa" dei nostri tempi, – ha detto – con la scarsa attenzione della società "alle persone fragili, ai malati inguaribili, a quelli terminali, e alle rispettive famiglie, che rischiano nei momenti di più acuta difficoltà, di essere travolte". Parlando del rapporto uomo-donna, ha aggiunto che "ricordare la via maestra del generare non deve essere letto come un gesto di ostilità verso chicchessia", ma come riproposizione "dell’unità-duale dell’uomo e della donna, quale criterio di dignità per ogni persona, che in questa chiave evita qualsiasi impoverimento, ma anche ogni differenza abissale e conflittuale". Il card. Bagnasco è poi passato a riflettere sulle imminenti elezioni, auspicando "che la circostanza si riveli un’occasione di crescita morale e civile", e dicendo che "l’Italia ha bisogno di un soprassalto di amore per se stessa, per ricomprendere le proprie radici e dare slancio al proprio avvenire, interpretando adeguatamente il proprio compito nel concerto delle nazioni". (segue)