Sarà realizzata in un palazzo prospiciente la sede del Parlamento Ue a Bruxelles la casa-museo dell’integrazione comunitaria, i cui lineamenti contenutistici e organizzativi sono al vaglio, dal 3 marzo scorso, di una commissione composta da una decina di esperti provenienti da diverse paesi. Il presidente dell’Assemblea, Hans-Gert Poettering, ha rivolto, nella seduta di insediamento, un discorso che ha specificato ruolo, obiettivi e tappe della Casa della storia europea. "Al Comitato di esperti è stata richiesta un’idea-base su cui fondare e sviluppare l’iniziativa spiega al Sir lo storico italiano Giorgio Cracco -. La cornice di partenza è quella nota: da quando si è messo in moto il processo europeista dopo la catastrofe di due guerre mondiali, il continente ha vissuto un’epoca di pace e di progresso. Ciò che è ancora carente è l’europeizzazione delle idee e dei valori, delle consapevolezze storiche profonde, quelle che creano identità, senso di appartenenza. Di qui l’appello a studiosi di storia al fine di far emergere quelle consapevolezze". Nel corso della discussione si è riflettuto sulla opportunità di limitarsi a una "storia breve", dal 1945 a oggi, "quando tutte le radici ideali europee (grecità, cristianesimo, illuminismo…) hanno uno spessore di più secoli". (segue)