BENEDETTO XVI: "L’UOMO È SEMPRE UOMO", ANCHE SE "EMBRIONE" O "IN COMA" (2)

Da una parte, ha proseguito il Papa, "capiamo di non poter sperare in un prolungamento infinito della vita biologica e tuttavia, dall’altra, desideriamo bere alla fonte stessa della vita per godere di una vita senza fine". "Bere alla fonte della vita – ha spiegato il Santo Padre – è entrare in comunione con questo amore infinito che è la fonte della vita. Incontrando Cristo, entriamo in contatto, anzi in comunione, con la vita stessa e abbiamo già attraversato la soglia della morte, perché siamo in contatto, al di là della vita biologica, con la vita vera". Eucaristia, dunque, "farmaco dell’immortalità", come la chiamavano i padri della Chiesa: "Nell’Eucaristia – le parole del Papa – entriamo in contatto, anzi in comunione, con il corpo risorto di Cristo, entriamo nello spazio della vita già risorta, della vita eterna. Entriamo in comunione con questo corpo che è animato dalla vita immortale e siamo così già da ora e per sempre nello spazio della vita stessa. Questa è la vera vita". Nella prospettiva del Vangelo, quindi, "vita in abbondanza non è consumare tutto, avere tutto, poter fare tutto ciò che si vuole. In quel caso vivremmo per le cose morte, vivremmo per la morte. Vita in abbondanza è essere in comunione con la vera vita, con l’amore infinito. È così che entriamo realmente nell’abbondanza della vita e diveniamo portatori della vita anche per gli altri".