BENEDETTO XVI: ANGELUS, GESÙ "VERO UOMO E VERO DIO"

Gesù è "vero uomo e vero Dio", ha un "potere assoluto nei confronti della morte" eppure soffre "per il dolore del distacco", fino a scoppiare in lacrime. E’ il ritratto di Cristo che emerge dal brano evangelico della resurrezione di Lazzaro, al centro dell’Angelus di ieri. "Anzitutto l’evangelista insiste sulla sua amicizia con Lazzaro e le sorelle Marta e Maria", ha detto Benedetto XVI, sottolineando che " per questo volle compiere il grande prodigio". "La morte del corpo è un sonno da cui Dio ci può ridestare in qualsiasi momento": questa, per il Pontefice, la "metafora" che esprime "il punto di vista di Dio sulla morte fisica". "Gesù ha dimostrato un potere assoluto nei confronti di questa morte", ma "questa signoria sulla morte – ha osservato il Papa – non impedì a Gesù di provare sincera com-passione per il dolore del distacco". Questo perché, ha spiegato il Santo Padre, "il cuore di Cristo è divino-umano: in Lui Dio e Uomo si sono perfettamente incontrati, senza separazione e senza confusione. Egli è l’immagine, anzi, l’incarnazione del Dio che è amore, misericordia, tenerezza paterna e materna, del Dio che è Vita", come .dichiarò "solennemente" a Marta. E proprio quella di Gesù a Marta (“Credi tu questo?”) è "una domanda che Gesù rivolge ad ognuno di noi". Sulla scorta dell’"esemplare" risposta di Marta, "anche noi crediamo, malgrado i nostri dubbi e le nostre oscurità", ha concluso il Papa.