La nostra è un’epoca "che purtroppo va sempre più smarrendo il senso del peccato". Lo ha detto, stamattina, il Papa ricevendo in udienza i partecipanti al Corso annuale sul Foro interno promosso dalla Penitenzieria apostolica. A chi si confessa, ha detto il Papa, occorre "far comprendere che nel sacramento della Riconciliazione, qualsiasi peccato si sia commesso, se lo si riconosce umilmente e ci si accosta fiduciosi al sacerdote confessore, si sperimenta sempre la gioia pacificatrice del perdono di Dio". Oggi, di fronte "ad una certa disaffezione nei confronti" della confessione, ha avvertito il Papa, "quando si insiste solo sull’accusa dei peccati, che pure deve esserci", "si rischia di relegare in secondo piano" un aspetto centrale: "l’incontro personale con Dio, Padre di bontà e di misericordia. Nel cuore della celebrazione sacramentale non sta il peccato, ma la misericordia di Dio, che è infinitamente più grande di ogni nostra colpa". Perciò, "l’impegno dei Pastori, e specialmente dei confessori, deve essere anche quello di porre in evidenza il legame stretto che esiste tra il sacramento della riconciliazione e un’esistenza orientata decisamente alla conversione. Occorre che tra la pratica del sacramento della confessione e una vita tesa a seguire sinceramente il Cristo si instauri una sorta di circolo virtuoso inarrestabile".