CHIESE ORIENTALI: P. VASIL (PIO), "SEGNO PER CHI NON HA PIENA COMUNIONE CON ROMA"

"Nei Paesi orientali, sottoposti per decenni a regimi atei" non dobbiamo considerarci concorrenti nell’evangelizzazione, ma collaboratori" intensificando inoltre "l’impegno comune su temi meno direttamente confessionali, come la difesa della vita, la giustizia sociale, l’ecologia". È la strada rilanciata oggi per coniugare più efficacemente annuncio del Vangelo e dialogo ecumenico,da padre Cyril Vasil, rettore del Pontificio Istituto Orientale (Pio), dove questo pomeriggio verrà conferita al patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, la cattedra in teologia orientale. "Non si tratta – precisa padre Vasil in un’intervista a "L’Osservatore Romano" – di sottrarre fedeli ad una Chiesa", ma "di offrire tutti insieme il messaggio del Vangelo". Per quanto riguarda le Chiese cattoliche orientali, spiega, ad esse "viene oggi riconosciuto un indiscusso ruolo storico" e uno specifico patrimonio "disciplinare, giuridico, teologico" che dà loro una precisa costituzione ecclesiologica e costituisce una ricchezza per tutta la Chiesa". Non dunque "una sorta di appendice rituale della Chiesa cattolica latina", ma "una realtà che vive pienamente l’unità nella cattolicità. E che quindi – conclude – può essere un segno anche per quella parte dell’Oriente che ancora non ha ritrovato la piena comunione con Roma".” “