"Sentiamo il bisogno di partecipare, anche come vescovi, a questo lutto collettivo che si sta rinnovando ripetutamente nella nostra Italia, con il contributo anche della nostra Umbria che ha visto già otto morti nei primi mesi dell’anno". Lo scrivono in un messaggio, diffuso oggi, i vescovi della Conferenza episcopale umbra (Ceu). "Tutte le morti proseguono i presuli – fanno soffrire (e pensiamo a quelle inumane dei fanciulli di Gravina, o a quelle di Erba, e a tante altre che si vanno consumando frequentemente e delittuosamente tra le mura familiari); ma quelle degli operai che trovano la morte là dove stanno guadagnando onestamente il pane per sé e per la famiglia, e cioè nel tempo e nel luogo della loro fatica, ci feriscono ancor più dolorosamente". I vescovi umbri ricordano, poi, come già a dicembre abbiano partecipato "alla manifestazione degli operai per richiedere l’attenzione di tutti sul problema della sicurezza nel lavoro". "Intendiamo partecipare di nuovo continuano – rinnovando anche noi la richiesta, per quel che può valere, di quelle leggi e accorgimenti ispettivi e preventivi che rendano più sicuro il lavoro, anche attraverso chiari standard di sicurezza. Nulla certamente può sostituire l’autocontrollo e il controllo reciproco degli stessi operai incaricati a questo servizio". (segue)” “