MARCHE

Scuole per genitori

Un’iniziativa a sostegno di padri, madri e giovani coppie

Entro questo mese saranno definiti dalla Regione Marche i criteri del bando per accedere ai finanziamenti per le “Scuole per genitori”. Si tratta di un’iniziativa, frutto del lavoro della Consulta regionale per la famiglia, a sostegno della formazione non solo dei padri e delle madri, ma anche delle giovani coppie. Nella delibera 1117, che è stata emanata lo scorso 1° agosto, la Regione ha deciso di destinare al “sostegno genitoriale” 200.000 euro per aiutare le coppie a “svolgere con maggiore consapevolezza il proprio ruolo”: l’ente riconosce l’attuale “emergenza educativa” e si propone di prevenire il fenomeno delle “dipendenze patologiche”, della “violenza” e “devianza giovanile”. La Regione esplicita anche di avere come “principio ispiratore” gli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione “che riconoscono la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. Due saranno i tipi di corsi finanziati: per il primo sarà erogato un contributo di 1.000 euro, mentre per il secondo, a carattere più seminariale e con un minimo di 35 partecipanti, sarà offerto un finanziamento del 40% per un totale massimo di 5.000 euro. Ammessi ai contributi saranno sia soggetti pubblici, come i Comuni, sia i privati, come associazioni di volontariato o appartenenti al Terzo settore.Il valore “preventivo”. Oggi è più che mai necessario “educarsi per educare”. Ne è convinto Andrea Marinozzi, dell’associazione “La Goccia onlus” e presidente della Consulta regionale per la famiglia. I corsi per genitori sono importanti per “imparare a gestire i rapporti critici o conflittuali non in modo istintivo e a cogliere i primi segni di disagio in qualunque fascia d’età: disagi che derivano, ad esempio, da atti di bullismo tra i più piccoli, violenze psicologiche, fino alle dipendenze più pericolose dell’adolescenza come l’uso di sostanze stupefacenti, l’abuso di alcol e tutti i problemi e le conseguenze che derivano da un concetto della sessualità inconsapevole e sviato”. Per Marinozzi, investire nei corsi per genitori è “investire in civiltà” perché “i primi adulti competenti di riferimento devono essere i genitori, poi seguono gli insegnati, gli allenatori, gli educatori dell’oratorio, gli amici. Troppe volte questa piramide è rovesciata”. E poi, alla fine, nei corsi per genitori c’è anche un ritorno “economico”. “Ammettiamo – spiega – che si finanzino 160 corsi e che ognuno riesca ad aiutare almeno una famiglia a intervenire efficacemente in via preventiva scongiurando ‘maggiori danni’. Significa avere 160 casi in meno ribaltati sui costi del sociale e del sanitario che sarebbero stati 20 volte tanto quelli sostenuti per questi corsi di formazione”. La “comunità educante”. “Da anni siamo impegnati nell’organizzare sul territorio corsi per genitori – dice Primo Galassi, presidente regionale dell’Associazione italiana genitori (Age) – e aver ottenuto questo riconoscimento per noi è importante. Significa poter continuare a fare il nostro lavoro e a potenziarlo, raggiungendo un maggior numero di genitori”. Galassi riflette sul fatto che la scelta d’investire sulle scuole per genitori è “vincente”, perché “se le famiglie vengono abbandonate e lasciate a se stesse c’è il rischio di perdere la ricchezza e il valore di quella che io chiamo ‘comunità educante’. Certo, oggi le famiglie hanno tanti problemi concreti e materiali da affrontare, ma se la dimensione educativa viene trascurata il rischio è che poi occorre intervenire di corsa quando le difficoltà sono già in atto e magari i genitori si ritrovano con un adolescente a rischio che non sanno come gestire”. Nel territorio regionale ci sono nove gruppi dell’Age, diffusi nelle varie province, tra cui, a Fano, uno composto da famiglie immigrate. E proprio prendendo spunto da quest’ultima esperienza Galassi ipotizza che nel futuro si “potrebbe pensare di fare formazione e magari arricchirla con dei servizi, come sportelli di mediazione linguistica o psicologica, di grande utilità se ben gestiti”.I problemi delle famiglie numerose. Secondo Paolo Prioretti, dell’Associazione nazionale famiglie numerose, il fronte delle scuole per genitori è importante, “perché va a impattare sul futuro, aiutando i genitori a prevenire certi problemi e offrendo indicazioni anche alle giovani coppie che devono ancora formare una famiglia”. Ma altrettanto importante è il versante delle condizioni materiali delle famiglie, su cui l’associazione, a causa dei continui tagli e delle penalizzazioni per i nuclei familiari che hanno più figli, sta lottando a livello nazionale. “Noi crediamo che delle cose si possano fare anche a livello regionale – dice Prioretti – e c’è una Commissione all’interno della Consulta che sta lavorando per questo. Prima di tutto si potrebbe realizzare uno strumento di valutazione del reddito alternativo all’Isee, per tener conto dei figli; poi bisogna dire che le addizionali regionali non considerano i carichi familiari. Inoltre c’è tutto il discorso sui tributi comunali delle utenze, che non sono tarate sulle dimensioni reali delle famiglie: la Regione potrebbe quanto meno emanare un regolamento, che possa indurre gli enti locali a cambiare rotta”.a cura di Simona Mengascini(12 ottobre 2011)