In diversi Paesi del mondo "molte bambine affrontano in classe violenza psicologica e umiliazioni: sono picchiate in nome della disciplina, minacciate di violenza sessuale da altri studenti, blandite con promesse di voti più elevati in cambio di favori sessuali e persino stuprate dal personale scolastico". È la denuncia contenuta nel rapporto pubblicato oggi da Amnesty International su "Scuole sicure: un diritto per tutte le bambine". Per "le appartenenti a minoranze etniche" o "le diversamente abili, il rischio è decisamente maggiore". Gravissime le conseguenze: "La violenza si legge nel rapporto – non solo provoca sofferenza fisica e mentale, ma può spingere ad abbandonare la scuola e, con essa, un’opportunità di fuggire dalla povertà e dall’emarginazione". Ulteriori ostacoli alla frequenza scolastica delle bambine, il vivere "in zone di guerra" e "l’imposizione di rette spesso insormontabili". Di qui la richiesta di Amnesty alle autorità di governo e agli enti pubblici di "proibire ogni forma di violenza contro le bambine" rendendo "la scuola un ambiente sicuro" attraverso "rapide ed efficaci strategie di intervento contro le molestie" e "la creazione e l’attuazione di codici di condotta per il personale e gli studenti". Per Amnesty occorre inoltre rimuovere "gli ostacoli all’accesso all’istruzione, come le tasse sulla scuola primaria".” ” ” “