MARCHE

Con il fiato corto?

Verso una legge regionale sullo sport

Le Marche potrebbero avere una nuova legge regionale sullo sport, una sorta di Testo unico che unifichi le precedenti normative: la Giunta regionale ha deliberato, il 31 ottobre, una proposta di legge (pdl) che adesso è al vaglio delle commissioni competenti. Nella pdl si riconosce che lo sport è “strumento fondamentale per la formazione e la salute della persona e per il miglioramento degli stili di vita individuali e collettivi” e occorre farne il “cardine per la prevenzione socio-sanitaria, il perseguimento del benessere psico-fisico e l’educazione al rispetto delle regole e del lavoro di squadra”. Nella pdl si stabiliscono i ruoli di Regione, Province, Comuni, con la prima che si occupa soprattutto di programmazione, indirizzo e coordinamento. La Regione favorisce, anche finanziariamente, alcune tipologie di attività sportive e del tempo libero, come quelle rivolte alle persone diversamente abili, e disciplina e finanzia l’impiantistica sportiva. Vengono inoltre istituiti il Comitato regionale dello sport e del tempo libero, la Conferenza regionale sullo sport, il Piano pluriennale regionale del settore attuato dal Programma annuale degli interventi di promozione sportiva. La proposta prevede anche la possibilità di stipulare convenzioni con il Coni, gli enti locali e le associazioni sportive, per coordinare le rispettive iniziative e viene introdotto un sistema di monitoraggio continuo sulle attività sportive e sull’impiantistica. Per quanto riguarda la copertura finanziaria viene creato, dal 2012, il Fondo unico per lo sport, da definire, quantitativamente, nel contesto della legge finanziaria annuale. Una legge nata “vecchia”? La proposta di legge sullo sport suscita più di una “preoccupazione” in Daniele Tassi, presidente regionale del Csi Marche. “La necessità di cambiare la legge era evidente da alcuni anni – sottolinea il presidente – ma non può essere fatto senza conoscere il fenomeno sportivo nelle Marche, anche in relazione al territorio italiano e alle politiche europee in materia sportiva. Lo sport oggi s’intreccia con altre politiche come quelle dell’economia, del turismo, dell’educazione, dell’integrazione, dell’ecologia, della salute, del sociale, della famiglia”. E poi, nell’anno in cui “il Coni parla di autoriforma, proponendo la soppressione dei Comitati provinciali, e la politica sta teorizzando l’eliminazione delle Provincie e di alcuni Comuni sotto un certo numero di abitanti, questa legge rischia di nascere già vecchia e senza alcun respiro, anche a causa della scarsità dei fondi pubblici a disposizione”.La funzione educativa. Tassi si chiede poi se venga “valorizzata a dovere la potenzialità educativa che ha lo sport. Si parla di una generica educazione alle regole” ma “non si può pensare che tutto lo sport sia educativo. In questo senso occorrerebbe ricollegarsi, da una parte, alle politiche di sostegno alla famiglia e alla funzione genitoriale e, dall’altra, riflettere come il sistema sportivo possa diventare un nodo importante di quella rete educativa territoriale funzionale alla crescita delle nuove generazioni”. Allo stesso tempo, “esiste un problema di fondo e di non facile risoluzione che è il ruolo e la funzione degli operatori sportivi in quanto educatori”. Secondo il presidente Csi occorre, poi, “fare un passaggio epocale rispetto alla nuova impiantistica. Non si può più costruire a seconda delle esigenze di un singolo Comune o di una società se pur di alto livello agonistico”; quindi occorre “non costruire nuove strutture, ma valorizzare quello che c’è sul territorio con un’attenzione particolare alla riqualificazione, secondo la logica degli impianti verdi”. “Interessanti novità”. Per Ulisse Gentilozzi, presidente regionale dell’Us Acli, il fatto che “la proposta formulata dalla Giunta regionale di riforma dell’ordinamento regionale sullo sport preveda l’abrogazione di tutte le precedenti leggi regionali in materia di sport e tempo libero e l’approvazione di una sorta di Testo unico” è tutto sommato “positivo”. Gentilozzi vede anche “alcune interessanti novità, come il sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività sociali e forme di sostegno per atleti, dirigenti e scuole che portano avanti iniziative di buon livello”. “Quello che comunque c’interessa – sottolinea – anche in base alla nostra esperienza, è che tutti, a qualsiasi età, facciano attività sportiva: bisogna investire e formare le persone soprattutto a uno stile sano di vita. Per esempio, credo che i Comuni e le Province abbiano un ruolo importante sul territorio e dovrebbero favorire la creazione di piste ciclabili e per correre, la costruzione di impianti accessibili a tutti e con il più basso impatto ambientale”. Per il presidente, comunque, “il Testo dovrebbe prevedere un maggior coinvolgimento degli enti di promozione sportiva, una maggiore frequenza delle riunioni della Conferenza regionale dello sport e un maggior numero di soggetti membri della Consulta regionale dello sport, come ad esempio i rappresentanti degli ambiti sociali territoriali e degli oratori”.a cura di Simona Mengascini(23 novembre 2011)