BENEDETTO XVI: UDIENZA, IL "RUOLO" DI LEONE MAGNO NELLE "VICENDE POLITICHE"

In "tempi molto difficili" per la Chiesa, per il "ripetersi delle invasioni barbariche", il "progressivo indebolirsi in Occidente dell’autorità imperiale" e la "lunga crisi sociale", san Leone Magno assunse "un ruolo rilevante anche nelle vicende civili e politiche", che accrebbe "l’importanza e il prestigio della sede romana". Lo ha detto il Papa, che nella catechesi di oggi ha citato il "celebre" episodio che risale al 452, quando Leone incontrò a Mantova Attila, il capo degli Unni, e "lo dissuase dal proseguire l’invasione con la quale aveva già devastato le regioni nordorientali dell’Italia, e così ha salvato il resto d’Italia". Un avvenimento, questo, che "divenne ben presto memorabile" e rimane "come un segno emblematico dell’azione di pace svolta dal Pontefice". Di segno diverso, ha ricordato Benedetto XVI, fu l’atto di "coraggio" dimostrato dal Papa verso i Vandali di Genserico, che giunti nel455 alle porte di Roma invasero la "città indifesa", che "fu saccheggiata per due settimane". Tuttavia, "il gesto del Papa che, inerme e circondato solo dal suo clero, andò incontro all’invasore per scongiurarlo di fermarsi – ha sottolineato Benedetto XVI – impedì almeno che Roma fosse incendiata e ottenne che dal terribile sacco fossero risparmiate le basiliche di san Pietro, di san Paolo e di san Giovanni, nelle quali si rifugiò parte della popolazione terrorizzata".