Gli aiuti alimentari sono dispensati dall’Ue, come accade per altre forme di interventi umanitari urgenti, in funzione di bisogni immediati. La lista dei paesi che possono beneficiare di tali aiuti è definita dalla Commissione stessa mediante un monitoraggio dettagliato e costante delle singole realtà locali. Fra i 17 paesi sotto stretta osservazione, con popolazioni colpite dalla fame, figurano: Sudan, Ciad, Somalia, Kenya, Etiopia, Uganda, Congo, Tanzania, Burundi, regioni del Sahel, Liberia, Zimbabwe, Nepal, Sri Lanka, Colombia e territori palestinesi della Cisgiodania e Striscia di Gaza. Tra i beneficiari degli interventi si trovano gruppi di rifugiati, comunità di accoglienza che ricevono popolazione migrante, famiglie ritornate nella propria terra dopo essere state allontanate per ragioni militari o per alluvioni o carestie. "La priorità sarà rivolta in ogni caso spiega una nota della Commissione ai bambini e alle giovani madri". Materialmente gli aiuti vengono portati mediante Ong operanti nei diversi paesi e Croce rossa internazionale, in accordo con l’azione dell’Onu e sotto diretta sorveglianza degli uffici dell’Ue.