Mons. Bruguès ha ricordato poi la seconda direzione: "Con le virtù morali e teologali, San Tommaso sviluppa un modello che Michel Foucault avrebbe definito ‘modello della costruzione di sé’. Ora, il ‘modello del codice’, che esercitava la sua supremazia sulla teologia cattolica fin dal XVI secolo, si sta disfacendo sotto i nostri occhi". Di qui una conseguenza: "Possiamo scommettere ha osservato il presule – che la teoria delle virtù stimolerà un rinnovamento della teologia morale. Del resto, lo constatiamo già negli Stati Uniti, con l’importanza che ha assunto la corrente neo-aristotelica detta ‘contestualismo’". Insomma, a giudizio di mons. Bruguès, "l’insegnamento della teologia morale a partire dalle grandi intuizioni del tomismo ha ancora un luminoso futuro davanti a sé". Non a caso, "l’enciclica ‘Fides et ratio’ ci ricorda che San Tommaso è stato sempre proposto dalla Chiesa come maestro di pensiero a cui riferirsi costantemente".