“La nostra costituzione è il punto di incontro o, alcuni dicono, di compromesso tra forze politiche diverse tra di loro, quali erano Dc, Pci e Psi, oltre ad altre componenti minoritarie. Di esse, due in particolare si rifacevano all’ideologia marxista che non aveva rapporti col fatto religioso, o che li aveva in forma polemica e antagonista”: lo ha ricordato al convegno “Bibbia e Costituzione”, promosso oggi a Roma dall’associazione “Biblia”, il costituzionalista e presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida. Dopo aver ricordato che lo stesso La Pira aveva ritirato, durante i dibattiti alla Costituente, la propria proposta di aprire la Costituzione con le parole “In nome di Dio” perché esse avrebbero rappresentato “un fattore di divisione più che di unità nazionale”, Onida ha affermato che il vero “collante tra le diverse visioni ideologiche dei Costituenti fu rappresentato dai principi del costituzionalismo internazionale che si erano affermati nei due secoli precedenti, cioè l’ ‘eguaglianza’ tra gli uomini, l’ ‘anteriorità dei diritti inalienabili di ciascuno’ rispetto allo Stato, e la istituzione del ‘potere politico per fini di giustizia’”. (segue)