COMECE: NO A BREVETTO STAMINALI EMBRIONALI UMANE È "DECISIONE SENSATA E SEGNALE POSITIVO" (2)

Di qui il richiamo alla lettera "Amicus Curiae" inviata nel 2006 dal presidente Comece, mons. Adrianus van Luyn, e dall’allora segretario generale Noël Treanor alla Camera di ricorso, esponendo obiezioni giuridiche ed etiche alla concessione del brevetto" e sottolineando la "particolare responsabilità sociale" dell’Epo nel trattare "domande che toccano l’inviolabilità della vita umana e la sua dignità". Per la Comece in questi casi "non si può ignorare la dimensione etica delle invenzioni" da brevettare, ed occorre rammentare che "la Convenzione sul brevetto europeo prevede che invenzioni biotecnologiche che abbiano come oggetto l’utilizzazione di embrioni umani a fini industriali e commerciali non possano costituire oggetto di brevetto". "Esiste uno stretto e indefettibile legame – conclude la nota – tra l’impiego di embrioni umani e la messa a coltura di staminali embrionali umane": per questo "le due tappe non possono essere separate quando costituiscono oggetti di valutazione nell’ambito di una richiesta di brevetto".” “