"Una decisione sensata e un segnale positivo": così il segretario generale della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), Piotr Mazurkiewicz, saluta la decisione, resa nota oggi dalla Grande Camera di ricorso dell’Ufficio europeo brevetti (Epo), di non brevettabilità delle cellule staminali embrionali umane. "La brevettabilità delle cellule staminali embrionali umane afferma – va contro il diritto europeo dei brevetti. Questa conferma" da parte dell’Epo "è un segnale importante a favore della protezione degli embrioni umani". "Le colture di cellule staminali umane che non possono essere ottenute che distruggendo embrioni umani si legge in una nota della Comece , non sono brevettabili in virtù del diritto europeo dei brevetti. È la constatazione della Grande Camera di ricorso nella sua decisione del 25 novembre" che mette fine in ultima istanza al ricorso riguardante la domanda di brevetto "Warf/Thomson", basata su un metodo per ottenere colture di staminali da primati, inclusi gli umani. La domanda di brevetto di cellule staminali embrionali umane e dunque l’utilizzazione degli embrioni umani a scopi commerciali "aveva suscitato critiche da più parti" prosegue la nota. (segue)