"Questa città, nella quale sperare non dovrebbe essere più un lusso o, peggio ancora, un rischio, bensì lo stimolo per progettare e realizzare il bene comune ha ammesso il card. Sepe – vorremmo vederla ‘rivestita delle armi della luce’". Di quale luce parla il card. Sepe? "Non delle effimere luci del Natale dei consumi, ma della luce della rinascita morale, civile, economica, oltre che di una fede più audace e testimoniante. Napoli, cioè la nea pòlis, la "nuova città", dovrebbe essere l’emblema della speranza proprio per quell’aggettivo, "nuova", che forma la prima parte del suo nome. "Rivestiamola del Signore Gesù Cristo" affinché non sia più la città della speranza negata, ma il seme della civiltà dell’amore.” “