Solo un anno fa, gli attacchi ai treni locali sui quali "viaggiano i poveri per andare al lavoro". Attaccare Mumbai significa attaccare "una città che fornisce lavoro a tanti poveri". Il pensiero del vescovo si rivolge quindi alla comunità internazionale. "Oggi – osserva – la violenza in una parte del mondo non è isolata. Il mondo è un villaggio per cui tutti gli sforzi che si possono fare, si facciano ovunque. Sforzi di amore, di riconciliazione e di dialogo possano aiutare il popolo dell’India. Non dobbiamo pensare che quanto è successo ieri a Mumbai, è successo lontano dalle porte della nostra vita quotidiana. Se possiamo moltiplicare gli sforzi e i segni di speranza seminando parole di comprensione e rispetto gli uni degli altri, credo si possa contribuire a fermare questa catena di violenza che sta investendo il mio Paese. Sarebbe un grave errore pensare che tutto questo non ci appartenga". Per tanti anni sottosegretario al Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, mons. Machado lancia un appello anche ai responsabili delle religioni e dice: "La responsabilità dei credenti è più grande in questo caso. A loro spetta il compito anzitutto di dare coraggio e consolazione, dimostrare solidarietà e soprattutto affermare che la credenza in Dio non è qualcosa che porta all’isolamento, ma inevitabilmente alla collaborazione".