MOLISE
Territorio e immigrati: ancora lontani da iniziative in favore del voto agli stranieri
Ancora lontani. “In Molise siamo ancora lontani da iniziative in favore del voto agli immigrati. La nostra è un regione che da poco ha preso coscienza che anche l’immigrazione rappresenta un fenomeno rilevante. Siamo appena agli inizi, per cui è normale che non ci sia ancora questo tipo di attenzione”.Così Antonietta Magliocca, responsabile dell’Osservatorio povertà e risorse della Caritas diocesana di Campobasso, illustra come mai in Molise non esistano, a livello di leggi regionali e di Statuti comunali, strumenti per tentare di estendere in qualche modo la partecipazione politica agli stranieri regolari.Unica iniziativa a livello istituzionale al momento è una struttura organizzativa denominata “Cirm”, ossia “Centro immigrazione Regione Molise”, con cui si cerca di coinvolgere le associazioni di rappresentanza degli immigrati nella programmazione di interventi mirati.”Complessivamente, però spiega Magliocca – le stesse associazioni in Molise fanno fatica a costituirsi e in un tale quadro una sfida per la Caritas potrebbe essere quella di tentare un loro maggiore coinvolgimento e una presa di coscienza”. “Operazione non semplice sottolinea – in quanto l’urgenza di far fronte alle urgenze materiali degli immigrati porta inevitabilmente in secondo piano il discorso della sensibilizzazione politica”. Le ragioni del vuoto. “Per quanto riguarda il discorso della rappresentanza politica aggiunge la ragione di questo vuoto può essere individuata nel fatto che fino ad ora si è sempre pensato all’immigrazione come ad un fenomeno provvisorio e non si è cercato di guardare invece agli stranieri come ad una fascia di popolazione con delle aspettative politiche o un progetto di vita da realizzare”.”In Molise la percentuale dei residenti stranieri non è ancora molto elevata, ma il recente incremento del fenomeno porta a spostare lo sguardo in avanti”. “Se al momento sembrano non esserci le premesse per questa maniera di gestire le politiche immigratorie, tuttavia pensiamo che il voto agli immigrati o gli altri strumenti, come Consulte e consiglieri aggiunti, sia importante non solo per dotare gli immigrati di mezzi per portare sul tavolo istituzionale le loro esigenze, ma soprattutto per il significato che un gesto del genere rappresenterebbe per loro: un segnale che la comunità li ha accettati”. Non solo una merce. La pensa in maniera simile don Salvatore Rinaldi, direttore della Caritas diocesana di Isernia-Venafro. Qui, come spiega il sacerdote, molto diffusa è la presenza delle cosiddette badanti. “Purtroppo lamenta don Rinaldi la tendenza di fondo in questo momento, almeno da noi, è quella di considerare l’immigrato soltanto come uno strumento utile per la manodopera per riempire, laddove c’è, un vuoto nel mercato del lavoro”. Per questo, “un coinvolgimento anche piccolo nella politica locale sostiene don Rinaldi – rappresenterebbe un gesto molto significativo per far capire agli immigrati che essi sono considerati dalla comunità in quanto popolo e non solo come una merce economica”.L’altro effetto, secondo il punto di vista del sacerdote, sarebbe quello di influire positivamente su rapporti tra immigrati e cittadini italiani. “Gli immigrati afferma Rinaldi – in questo modo amerebbero di più le persone della comunità di arrivo, sentendosi da loro accettate. Diversamente il rischio maggiore è che questa gente, sentendosi in qualche modo esclusa, incorra più facilmente nel giro della devianza”.”Certamente puntualizza il direttore della Caritas diocesana un riconoscimento di questo tipo presuppone, da parte dell’immigrato, che egli faccia la sua parte accettando a sua volta di rispettare la cultura e le regole della comunità di arrivo. In realtà, si tratta di due aspetti interconnessi tra loro”.————————————————————————————–SchedaIn Molise, secondo i dati del XV Dossier Caritas/Migrantes, la presenza straniera sul territorio regionale al 2004 si stima intorno alle 4.452 persone, con un’incidenza del 1,4% su un totale di 321.953 residenti. In entrambe le province il fenomeno appare in crescita. Si registra infatti un aumento di permessi di soggiorno del 10,7 % ad Isernia, anche se Campobasso resta il polo principale di attrazione per immigrati con 2.970 presenze.Ma chi sono gli immigrati che arrivano in Molise?L’analisi mette in evidenza, per Campobasso, che essi provengono principalmente dai Paesi dell’Europa orientale, in testa l’Albania. Vi è poi in Molise una prevalente presenza di donne, pari al 55% della popolazione straniera, legata ai ricongiungimenti familiari e ai flussi migratori al femminile, a cui va aggiunta la realtà consistente delle cosiddette colf in situazione di soggiorno irregolare.Fino ad ora non sono previsti a livello di regione o di comuni organismi come Consulte e consiglieri aggiunti e nessuno si è pronunciato sul voto amministrativo agli immigrati.(20 gennaio 2006)