"Il cristianesimo, letto ed approfondito nei suoi valori", secondo Annichiarico "aiuta gli studenti ad essere critici verso ogni sistema di presunto assolutismo, come la sconfinata fiducia nella scienza e nell’ideologia". L’"approccio culturale" all’ora di religione, ad esempio, consente di far capire ai ragazzi che la loro vita "non può essere avulsa dalla storia, né può crearsi paradisi artificiali di evasione spiritualistica davanti alle difficoltà ambientali". In una società "connotata sempre più in senso multiculturale", l’Irc avrà inoltre "il compito di far emergere dalle varie culture e dai vari sistemi di significato quegli elementi che risplendono per la loro fedeltà all’indole ragionevole dell’uomo ed alla sua dignità irriducibile". Non è mancato un accenno alla dimensione europea dell’insegnamento della religione: "In ogni Paese ha fatto notare il responsabile del Servizio Cei vi è un diverso rapporto tra lo Stato e le diverse denominazioni religiose, la stessa Chiesa cattolica si trova ad operare in condizioni diversissime, così come sono diversi i sistemi scolastici e, in essi, la considerazione per la dimensione religiosa". In ogni caso, ha concluso Annichiarico, "lo studente europeo è educato anche attraverso l’insegnamento della religione".