MOLISE
Una direttiva per contenere il disagio socio-economico delle famiglie
Lo scorso 31 ottobre è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Molise n. 25 una direttiva finalizzata a rispondere “al disagio socio-economico di molte famiglie molisane e ai nuovi bisogni sociali”. Il provvedimento s’inserisce nel “Programma regionale di iniziative a favore della famiglia per l’anno 2008” (Area 2, Azione 1) approvato dall’Esecutivo lo scorso 29 luglio e per il quale sono stati stanziati complessivamente 7.732.000 euro (2.500.000 euro per gli interventi previsti dalla direttiva). In base alla direttiva i Comuni potranno erogare “prestazioni economiche e/o servizi finalizzati ad aiutare le famiglie” che, “per motivi sociali e/o sanitari, sono sprovviste dei mezzi necessari per il soddisfacimento di bisogni primari”. Requisiti necessari sono la residenza nella Regione e un reddito Isee (indicatore di situazione economica equivalente, strumento rappresentativo del benessere della famiglia) non superiore a 15 mila euro. Gli interventi possono avere natura continuativa ed essere diretti a integrare il “minimo economico vitale” (per non più di 12 mesi) o avere natura “una tantum” ed essere erogati per far fronte a difficoltà impreviste del nucleo familiare.I conti senza l’Istat. “La legge regionale sulla famiglia e le direttive ad essa collegata – afferma don Ulisse Marinucci, direttore della Caritas diocesana di Termoli-Larino – sono nel complesso un segno di attenzione da parte delle istituzioni regionali verso la condizione di grave emergenza in cui versano le famiglie anche sul nostro territorio”. “La crisi dell’economia reale – prosegue Marinucci – si riverbera sulla vita quotidiana di tanti nuclei familiari”. Un dato per tutti: “L’attività del Centro d’ascolto Caritas diocesano ha avuto un notevolissimo incremento anche solo rispetto al periodo prima dell’estate: non occorre l’Istat per verificare come il numero delle famiglie in difficoltà stia crescendo sempre più”.Il ruolo del Terzo settore. Secondo il direttore della Caritas, “va incrementato il ruolo del Terzo settore che pure è previsto dai provvedimenti”. L’auspicio è che “le direttive siano concepite secondo lo stile della sussidiarietà e, quindi, mirate a sostenere, accompagnare e rinforzare il lavoro che, quotidianamente, viene già svolto, in maniera intelligente, da molte agenzie del Terzo settore”. Infatti “se si finanziano solo le amministrazioni, si manca di incoraggiare nuovi indotti lavorativi a favore dei più giovani, come ad esempio le cooperative sociali”. Altrimenti “il rischio sarà, ancora una volta, finanziare una serie di meccanismi istituzionali che finiranno per ripiegarsi su se stessi non riuscendo a innescare stili positivi di cambiamento”.Famiglia e basta. Luci e ombre del provvedimento sono condivise dal presidente del Forum delle famiglie molisano, Paolo Mitri. “Qualcosa si muove per le famiglie, ma le risorse sono ancora limitate. È limitata anche la logica del provvedimento: occorre pensare non alle famiglie povere o di reddito precario, ma alle famiglie e basta”. “La Regione – spiega Mitri – ha presentato recentemente un disegno di legge sulla famiglia ma è rimasto fermo nella commissione consiliare competente”. Il compito del Forum molisano, ricostituitosi in seguito alla campagna nazionale per la raccolta delle firme a favore di un fisco a misura di famiglie, è “sollecitare una legge che riordini la normativa esistente guardandola dall’ottica della famiglia”. Si tratta di “sussidiarietà, non di assistenza. Manca una visione della società dal basso che non ipotizzi solo politiche di spesa – soldi da spendere per risolvere problemi – ma valorizzi le reti dei rapporti familiari, per esempio nel caso di asili mancanti e nonni disponibili”.L’informazione che manca. “I provvedimenti della Regione sono positivi – afferma Enzo Farinelli, responsabile insieme alla moglie Rossella dell’associazione Famiglie numerose del Molise – ma già in ritardo rispetto alle difficoltà incontrate dalle famiglie. Sul sito dell’associazione continuano a pervenire richieste d’aiuto”. Nello specifico della direttiva, secondo Rossella Farinelli, “occorrerebbe alzare il tetto di reddito richiesto almeno fino a 20 mila euro annui”. Si pone, inoltre, “un problema di informazione. Abbiamo sperimentato con altri bandi che le richieste sono limitate perché in pochi vengono a conoscenza delle risorse disponibili”. “L’informazione – concludono i coniugi – viene assicurata dai siti Internet del Forum delle associazioni familiari e dall’Osservatorio delle politiche sociali della Regione Molise, ma è necessario un maggior impegno da parte dei Comuni”. a cura di Chiara Santomiero(28 novembre2008)