"Da parte dei vescovi europei ed africani afferma p. da Cunha – c’è stato un riconoscimento della complessità del fenomeno mondiale delle migrazioni, che è provocazione e chiamata ad una attenzione più grande da parte della Chiesa". Le migrazioni, precisa, non sono infatti "solo una questione sociale ma anche pastorale", con diverse categorie di migranti: rifugiati, studenti, persone che vengono a cercare lavoro". Nel messaggio, precisa il segretario del Ccee, si dice "che non dobbiamo considerare i migranti come un problema ma come figli di Dio, che hanno diritti e sono una ricchezza per i Paesi che li accolgono. I migranti sono anche una grazia che arriva: ad esempio nelle Chiese europee le comunità africane sono le più vive". Si esortano quindi le singole Conferenze episcopali a disporsi "di centri specializzati di studio, di accoglienza, di pastorale specifica", soprattutto nei confronti "di donne e bambini, che sono i più vulnerabili". E si chiede alle Chiese "di essere disposte a fare azione di advocacy presso le autorità dello Stato e le istituzioni internazionali, per la tutela e difesa della dignità dei migranti". Tra le preoccupazioni dei vescovi emerse durante il seminario, ma non trattate direttamente nel messaggio, "la situazione in Congo e in Sudan, la crisi alimentare e finanziaria, la chiusura delle frontiere in Europa, la disoccupazione". (segue)” “