MOLISE
Il parco eolico ad Altilia non ci sarà
Sembra conclusa la vicenda che ha interessato i residenti della frazione di Altilia. Da alcuni mesi, infatti, l’ombra della costruzione di un parco eolico, in una delle zone archeologiche più importanti d’Italia, era stato argomento al centro di un lungo dibattito che ha chiamato in causa Chiesa, politica e popolazione. Per fermare tale costruzione, si è dapprima esposto il ministero dei Beni culturali e, in seguito, il Consiglio regionale molisano. Ci si chiedeva in che modo, sul piano giuridico, poteva essere garantita la tutela dell’area archeologica e, di conseguenza, fronteggiare la sentenza del Consiglio di Stato dell’8 ottobre 2010, n. 7761/2010, che autorizzava la ditta Essebiesse Power a installare sedici torri eoliche nella Valle del Tammaro.L’ultimo no del Consiglio regionale. Diversi i passi per scongiurare la realizzazione del parco eolico: il no del ministero dei Beni culturali, ufficializzato alla fine dello scorso novembre, non bastava. Occorreva una legge regionale che, modificando la 22 del 7 agosto 2010, dichiarasse la valle del Tammaro non idonea all’installazione di un parco. Manifestazioni, mobilitazione e la nascita della “Rete delle 128 associazioni e comitati contro l’eolico selvaggio in Molise” sono riuscite a suscitare una riflessione e così, lo scorso 23 dicembre, è stata approvata la legge regionale n. 23 che individua la zona come non idonea. Neanche tutto ciò basta. Per dichiarare salvo il territorio, occorre la revoca (in attuazione della delibera consiliare n. 256 del 16 novembre 2010) da parte della Giunta regionale alle autorizzazioni a procedere ai lavori disposte dal commissario ad Acta n. 1000/Caa, il 2 luglio del 2007. “Mentre lo spettro dell’eolico selvaggio avanza e si teme per il territorio – afferma Anna Spina, referente della rete delle associazioni – il nostro pensiero è che la terra non c’è stata donata dai padri, ma prestata dai nostri figli e siamo chiamati a restituirla. Continueremo a batterci per la nostra storia e la nostra cultura e non permetteremo a nessuno di svenderla per qualche euro”.Non restare indifferenti. “Non poter restare indifferenti rispetto ai problemi che riguardano il fazzoletto di terra che ci è stato affidato…”. Così i vescovi della Conferenza episcopale abruzzese-molisana intervenivano nel luglio del 2008 sulle “pericolose emergenze ambientali” che si stavano concretizzando. Hanno ripreso l’argomento più volte e, nell’aprile dello scorso anno, si sono impegnati a “promuovere il rispetto dell’ambiente attraverso una spiritualità tanto vigile quanto impegnata, nella consapevolezza che le preoccupazioni riguardo alla salvaguardia del creato, sono attuali”. “Sono persuaso dall’idea che tutte le energie rinnovabili e pulite sono sacrosante, ma non sono un assoluto e vanno respinte quando devastano il paesaggio”, afferma Andrea De Lisio, dell’Ufficio comunicazioni sociali di Campobasso-Bojano, aggiungendo: “Mi chiedo perché i sindaci ‘cedono’ all’elemosina dei costruttori di pale eoliche. Il problema è più generale e tocca anche la Chiesa che ha il diritto e il dovere di parlare. Avevo vent’anni quando iniziò il Vaticano II. Non ho perso il sogno di una vera opinione pubblica nella Chiesa”.Difendere il creato. Il Molise è una terra appetibile poiché abitata da un popolo che ha preso da poco consapevolezza dei propri diritti. L’impegno della Chiesa alla salvaguardia del creato è ribadito anche dalla dottrina sociale. Il creato è di Dio ed è affidato all’uomo perché lo governi per il bene comune. “La realizzazione di parchi eolici, qualora limitati e sostenibili anche da un punto di vista paesaggistico – afferma Antonio De Lellis, responsabile dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Termoli-Larino -, possono diventare senza dubbio delle vere risorse poiché le energie rinnovabili rappresentano il vero futuro, giacché capaci di rispettare ambiente e persona umana”. “Ho finora appreso con gioia, in attesa dell’ultima certezza – afferma don Giovanni Licursi, responsabile dell’Ufficio pellegrinaggi, sport e turismo di Termoli-Larino – il modo in cui la vicenda ‘parco eolico’ si va concludendo. Abbiamo il dovere di rispettare la vocazione del nostro territorio. Non possiamo limitarci alla miopia di chi la dimentica. Siamo terra di turismo e d’immenso patrimonio paesaggistico. È nostro dovere rispettare queste risorse. Ciò vale tanto per il mare, quanto la terra”. “La svendita del nostro territorio è cosa vecchia. Io stesso, circa sei anni fa – afferma Umberto Berardo, responsabile dell’Ufficio problemi sociali e lavoro, della diocesi di Trivento -, mi feci promotore del primo Comitato anti eolico-selvaggio. Riuscimmo così a contrastare la realizzazione di un parco da 22 torri. Le energie rinnovabili sono il futuro ma, appare evidente e necessario il volgere lo sguardo alla tecnologia. La tecnologia c’è ed è a nostro servizio. Muoviamoci con circospezione”.a cura di Giovanni Perilli(21 gennaio 2011)