Una sentenza che rivela una "progressiva perdita di memoria rispetto a tradizioni e valori che hanno dato sostanza all’Europa". Così Alberto Campoleoni, esperto di politiche scolastiche, commenta in una nota per il SIR (old.agensir.it – sezione Attualità) la sentenza di un giudice spagnolo che ha deciso di rimuovere il crocifisso nelle aule scolastiche di una scuola di Valladolid, nel Nord della Spagna. La sentenza scrive Campoleoni riflette un "orientamento che serpeggia in Europa e che tende a relegare sempre più la religione nell’ambito del privato". Sembra che l’Europa abbia "paura di guardare in faccia alla dimensione religiosa e al suo radicarsi storicamente nelle pieghe dei popoli e degli Stati. E’ difficile pensare al crocifisso spagnolo come a una minaccia per l’educazione e lo Stato laico". E "in un’Europa che sembra credere in una laicità disincarnata, nell’equidistanza indifferente ai temi forti che pure, invece, continuano a formare le identità, anche il crocifisso fa paura. Il problema conclude Campoleoni – è che, se soprattutto là dove si educa, nelle scuole, con i ragazzi e i giovani, non si affrontano le questioni legate alle appartenenze e alle tradizioni, anche religiose, con più difficoltà si potranno elaborare gli strumenti culturali ed etici perché no? per affrontare lo sviluppo di una società sempre più variegata e spesso disorientata".