"La sfida a cui l’università è chiamata è mantenere viva, nella formazione, l’attenzione umanistica rivolta al senso dei valori, al confronto di ciascun curricolo con le altre discipline, senza disattendere l’importanza del momento specialistico". Lo ha detto mons. Francesco Moraglia, vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato, aprendo questo pomeriggio i lavori del Convegno Cei su "Università, laboratorio culturale", che vede riuniti insieme gli studenti universitari e i cappellani e responsabili regionali e diocesani di pastorale universitaria. Compito dell’università, sulla scia di quanto sollecitato dal Papa, è quello di "allargare gli spazi della ragione in modo da restituire, anche oggi, il diritto di cittadinanza alle domande sul senso e consentire il dialogo fra differenti correnti di pensiero, visioni del mondo e saperi". Un compito, questo, ha sottolineato il vescovo, che la Chiesa italiana "persegue attraverso l’impegnativo cammino del progetto culturale". Di qui l’attualità e l’urgenza dei "laboratori culturali" nelle università, sollecitati già da Giovanni Paolo II nel Giubileo del Duemila come "luoghi di confronto e dialogo sia fra gli studenti e i docenti, sia fra le differenti scienze, luoghi di ricerca della verità a servizio della persona e del bene comune". ” ” ” “