MOLISE

No al nucleare

Un testo che si oppone all’eventuale installazione di una centrale

La Regione ha detto “no” alla realizzazione di una centrale nucleare nel suo territorio, approvando il testo unificato concernente le “Disposizioni in materia di produzione di energia”, in riferimento alle tre proposte di legge regionale 161 (Molise denuclearizzato), 197 (Disposizioni in materia di energia nucleare nel territorio della regione Molise) e 222 (Disposizioni in materia di energia nucleare). Da qui, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione e degli indirizzi e norme vigenti, la Regione ha individuato gli obiettivi, i parametri e gli indicatori di qualità a proposito della produzione d’energia. Nel testo si conferma la tendenza a precludere l’installazione di centrali nucleari a favore dell’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e dell’avvio di misure per il risparmio energetico.Una proposta del 1979. La proposta di fare del Comune di Termoli un polo ospitante una centrale atomica risale al 1979 ed è riportata in un documento del Comitato nazionale per l’energia nucleare (Cnen); da questo documento si è partiti, con l’attuale governo, per riproporre il progetto di un'”Italia nucleare”. Da quel momento la protesta ha visto convegni e cortei per sensibilizzare l’opinione pubblica al “No nuke”. A scendere in campo anche i vescovi del Molise, che hanno più volte ribadito il loro “no”; scrivevano nel dicembre 2010: “Si guardi con cura al territorio e alla sua difesa. No all’eolico selvaggio, all’atomico, al fotovoltaico sparso nei campi fertili. Sì alle energie alternative ben collocate e ben disposte”. La salute prima di tutto. L’auspicio è “che questo ‘no’ sia definitivo. Una disposizione regionale non ci salva”. Esordisce così Gennaro Barone, presidente dell’Ordine dei medici del Molise, che aggiunge: “Ci stiamo interessando al problema da anni e riteniamo necessario ripensare la faccenda. È nostro dovere guardare all’ambiente promuovendo una cultura ambientalista per scongiurare il danneggiamento della salute; tale impegno è anche sottoscritto all’art. 5 del nostro Codice deontologico”. “Con rigore scientifico – afferma Barone – possiamo affermare che il nucleare non è pulito e non è sicuro. Difendere il creato è nostro impegno, dobbiamo convincerci che proteggerlo è difendere noi stessi e il futuro”. Dello stesso avviso Marcella Stumpo della Fondazione Milani, che sostiene: “Continueremo a lottare e a informare i concittadini”. “Il nucleare – denuncia – è una scelta dissennata: è costosa, dannosa, pericolosa, vincolante e soprattutto dovremmo chiederci il perché gli Stati vicini la stanno abbandonando”. Non restare indifferenti al problema è impegno comune che nasce dal desiderio di tutelare le vocazioni del territorio e difenderle: Termoli è una città di mare che basa il suo sviluppo e la sua economia sul turismo, un settore che, qualora venisse installata una centrale nucleare, potrebbe venire danneggiato. “Produciamo già tanta energia per diverse regioni italiane – sottolinea Stumpo – e di questo nucleare ne facciamo volentieri a meno”.Verso un nuovo stile di vita. “Come referenti della rete interdiocesana dei nuovi stili di vita – affermano don Silvio Piccoli e Antonio de Lellis – abbiamo esposto e messo per iscritto (documento rintracciabile nella sezione ‘Salvaguarda del creato’ del sito www.diocesitermolilarino.it, ndr) il nostro scetticismo e siamo arrivati alla conclusione che è necessario orientare lo sguardo alle nuove fonti di energia e convincerci della necessità di sfruttare fonti di energia diffuse e a disposizione di tutti quali il sole, il vento, l’acqua”. “L’abbandono dell’idea del nucleare nel territorio – precisano – è ben accolta dalla comunità, che ha capito come la sua ‘complessità realizzativa’ sia tanto vulnerabile quanto complicata. Chernobyl e Fukushima sono dietro l’angolo e non si devono dimenticare soprattutto perché è evidente che il nucleare non è necessario quanto l’utilizzo e la ricerca di una reale riduzione dei consumi e l’utilizzo di energie alternative. Su questa linea, infatti, la Regione, attraverso i fondi europei (Fers), ha attivato numerosi bandi che avviano pressoché 150 iniziative di risparmio energetico per un investimento di circa 12 milioni di euro, attraverso le quali molte imprese molisane avranno l’opportunità di ridurre il consumo energetico. Prossimo passo sarà creare ‘edifici intelligenti’ capaci di ridurre i consumi finanche del 50%”. “La sfida – concludono – è aperta e ricca di energia, a vincerla sarà chi saprà guardare al domani”.a cura di Giovanni Perilli(06 maggio 2011)