"La vita umana è un bene inalienabile e indisponibile" e” “"pur toccati" e "rispettosi per la drammatica condizione che ha colpito la vita di Eluana" e "dei suoi familiari", "non possiamo far tacere la nostra intelligenza e la nostra coscienza". Così l’arcivescovo di Firenze, mons. Giuseppe Betori, ha aperto questa sera la sua riflessione durante la veglia di preghiera nella basilica della SS.ma Annunziata per Eluana Englaro. "Non è ragionevole che la vita che palpita in questa giovane sia spezzata per mano d’uomo", anzitutto "perché Eluana è una di noi", ha detto il presule. Nonostante "la sua particolare condizione neurologica" essa "è viva e partecipa della nostra stessa vita". "Il rispetto, l’attenzione e l’amore alla vita dell’uomo non può conoscere eccezioni. Se così fosse, si aprirebbe la strada alla più iniqua forma di discriminazione, quella basata sulla condizione psicofisica e sulle capacità della persona". Per mons. Betori "non convince neppure l’insinuazione" che "si stia praticando una sorta di accanimento terapeutico", esclusa dalla "stessa scienza medica". (segue)” “