"Si stima che circa 165 milioni di bambini, di età compresa fra i 5 e i 14 anni, sono attualmente obbligati a lavorare. Il lavoro dei minori costituisce una grave violazione dei diritti dell’uomo" e non consente a questi ragazzi una vita e una crescita serena e un’istruzione adeguata per preparare il loro futuro. In occasione dell’odierna Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia, i commissari Ue Ferrero-Waldner, Ashton, Michel e Spidla firmano una dichiarazione comune che ribadisce l’impegno dell’Ue a contrastare il lavoro infantile in Europa e nel mondo. Si tratta di "un impegno essenziale del programma comunitario nel campo dei diritti umani" e viene perseguito mediante un "approccio globale", che comprende azioni politiche, economiche, di sostegno allo sviluppo e all’educazione, di "lotta alla povertà e allo sfruttamento, di educazione primaria e gratuita universale". Si conferma a tale proposito l’impegno accanto ai paesi partner e alle organizzazioni internazionali, a partire dall’Onu. L’Unione finanzia in questo momento iniziative sul campo in Brasile, Cambogia, Marocco, Egitto, Turchia e sta avviando eguali azioni in collaborazione con il governo del Pakistan.