Richiamando il suo recente discorso al mondo della cultura, nello scorso settembre a Parigi, Benedetto XVI ha ribadito "l’esemplarità della vita monastica nella storia", sottolineandone lo scopo "semplice ed insieme essenziale: quaerere Deum" attraverso le "realtà invisibili che sono eterne". "La via additata da Dio per questa ricerca" ha spiegato il Pontefice "è la sua stessa Parola". "Desiderio di Dio e amore per la sua Parola si alimentano pertanto reciprocamente e generano nella vita monastica l’esigenza insopprimibile dell’opus Dei, dello studium orationis e della lectio divina". Di qui il richiamo all’appello a tutti i cristiani del recente Sinodo dei Vescovi sulla Parola "a radicare la loro esistenza nell’ascolto della Parola di Dio contenuta nelle Sacre Scritture", e l’invito, specialmente alle comunità religiose e ad ogni uomo e donna consacrati, "a fare della Parola di Dio il cibo quotidiano, in particolare attraverso la pratica della lectio divina".” “"Chi entra in monastero vi cerca un’oasi spirituale dove apprendere a vivere da veri discepoli di Gesù". E’ questa ha concluso Benedetto XVI "la testimonianza che la Chiesa chiede al monachesimo anche in questo nostro tempo". Di qui l’auspicio: "Possano i monasteri essere sempre più oasi di vita ascetica".