Il fenomeno migratorio degli ultimi decenni, ha osservato l’arcivescovo di Zagabria, rappresenta infatti "il moto umano più grande mai registrato nella storia", con 200 milioni di persone coinvolte dagli anni ’60 ad oggi. "Questo fatto – ha rilevato – viene inevitabilmente ad influire sulle strutture sociali ed economiche delle nostre società, soprattutto in termini di composizione sociale, di diversità di religioni, di culture". Il card. Bozanic ha messo in evidenza "la tendenza a trattare l’immigrazione come problema, suscitando punte di allarmismo nella società". "In modo riduttivo – ha affermato – si parla di ‘emigrati’ o ‘extracomunitari’ senza guardare alla provenienza, alla cultura, alla fede di queste persone". Perciò i lavori del seminario prenderanno in esame il fenomeno migratorio nella sua complessità: le politiche migratorie dei governi in Europa ed Africa, le risposte delle Chiese, la situazione dei rifugiati, dei lavoratori immigrati, degli studenti, "nella consapevolezza che questi stereotipi non riassumono la varietà e complessità della casistica umana e motivazionale dell’emigrato", ha precisato il vicepresidente del Ccee. Al termine verrà adottato un messaggio comune rivolto alla Chiesa in Europa e in Europa.