MOLISE
Protocollo d’intesa tra diverse regioni per una gestione unitaria dell’acqua
Un protocollo d’intesa per porre le basi a una gestione unitaria della risorsa idrica. È stato sottoscritto, recentemente, dal presidente del Molise Angelo Michele Iorio in un incontro tenutosi a Roma con il presidente della Basilicata Vito De Filippo, gli assessori e i responsabili dei bacini idrici di Abruzzo, Basilicata, Lazio, Molise, Calabria, Campania e Puglia, in cui ricade il Distretto idrografico dell’Appennino meridionale. La disposizione avrà valenza interregionale nei territori di competenza dei singoli sottoscrittori.La situazione. Il protocollo disegna la seconda e ultima tappa di un percorso iniziato con un accordo sottoscritto qualche mese fa, presso la sede della Regione Molise, su iniziativa dello stesso presidente Iorio e del segretario generale del Distretto idrografico dell’Appennino meridionale, Vera Corbelli. Questo pre-accordo, “finalizzato a un governo coordinato e sostenibile della risorsa idrica” nel Distretto idrografico dell’Appennino meridionale, punta all’attuazione di un programma comune che pone attenzione “al governo dell’acqua, agli usi legittimi (potabili, irrigui e industriali) e alla tutela degli ecosistemi nell’ottica della sostenibilità”, pianificando l’utilizzo della risorsa idrica ai fini del trasferimento da una regione all’altra e per superare il deficit di approvvigionamento. Dai dati dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio nazionale della salute delle regioni d’Italia si evidenzia che mediamente l’82,3% dei cittadini della Penisola ha accesso all’acqua potabile. Un dato positivo che vede, però, un divario tra Nord e Sud (97% contro 42,7%) dove la disponibilità è ridotta sia in termini di precipitazioni, sia in termini di risorse disponibili. Lo stesso studio dimostra che diverse regioni (Puglia su tutte) che ricadono nel bacino dell’accordo sono tra le meno virtuose e le più “sprecone” d’Italia. “Per aumentare l’efficienza nell’impiego della risorsa idrica – si legge dal rapporto – è necessario un miglioramento nella gestione degli acquedotti”. Elemento di modernità. Le autorità del Molise mostrano di credere in questo progetto, forti anche della presidenza della regione Euroadriatica, e il protocollo potrebbe accedere alla candidatura di progetti finanziabili con fondi Ue. Per Agostino Francischelli, direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Isernia-Venafro, “l’acqua è una risorsa di grande rilievo ed è fattore di sviluppo. Lo stesso ragionare in una logica unitaria, in ambito interregionale, rappresenta un elemento di modernità. Sono oltre dieci anni che opero nel settore e oggi diventa necessaria la definizione della modalità di gestione dei servizi idrici integrati (acquedotto, fognature e depurazione) nell’ambito dell’intero territorio regionale”. L’accordo, secondo Francischelli, “in linea di massima andrà a rafforzare lo scambio della risorsa acqua, che già si fa”. Fare chiarezza. Non tutti, però, sono contenti. “La situazione è paradossale afferma Massimo Lupo, responsabile del Movimento per l’acqua pubblica Molise : mentre ci stiamo battendo per difendere l’acqua, questa iniziativa si pone in modo quasi trasversale a quanto realizziamo. Abbiamo priorità diverse perché con il referendum dello scorso anno si è evidenziata la necessità (e il volere dei cittadini) di eliminare la componente del profitto dal bene comune acqua. Ciò non sta avvenendo e l’attenzione si sta spostando su un altro aspetto, quello della gestione unitaria dell’acqua, che è al centro di quest’accordo, che è stato sviluppato senza la partecipazione dei cittadini”. Per Lupo, pertanto, è opportuno “fare chiarezza su un accordo che ancora non chiama in causa gli operatori del settore e i cittadini, ma fa riferimento ai soli politici. Questa situazione non è proponibile, soprattutto perché i cittadini devono poter attuare una sorta di controllo’ su quanto avviene riguardo all’acqua, che dovrebbe essere un bene comune”. Non lucrare sull’acqua. “L’accordo depositato non sembra possa avere un ritorno positivo (anche se occorre attendere le metodologie di attuazione), perché il Molise è già all’avanguardia nella gestione della risorsa acqua”, insiste il referente del Molise del Movimento per l’acqua pubblica. “La nostra priorità è, e resta, l’abbattimento del profitto sull’acqua e nelle prossime settimane avvieremo una campagna per il rispetto della volontà degli italiani, espressa dal referendum dello scorso anno”. “Nessuno conclude Lupo è proprietario dell’acqua, perciò non è possibile lucrare su questo bene”. a cura di Giovanni Perilli(16 marzo 2012)