MEDIA E MINORI: CANTELMI (AIPPC), RISCHIO DI "MUTAZIONE ANTROPOLOGICA"

"Noi adulti – ha ribadito Parsi – dobbiamo imparare a dialogare con i ragazzi, imparando da loro la curiosità e la padronanza delle tecnologie: solo così e con l’esempio concreto saremo in grado di governarne la loro potenziale pericolosità". La "Carta di Alba – ha spiegato – non ha un impianto statico, che le impedirebbe di intercettare il nuovo che rende ‘sicure’ le tecnologie per i suoi destinatari ultimi", ma è "un documento dinamico". Da domani, ha concluso, inizierà "una road map, che porterà il dibattito in diverse città italiane e straniere, a cominciare da Alba, Milano, Bologna, Cosenza e New York, per aggregare le migliori energie e proposte a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza in web". Sui rischi di "dipendenza tecnologica" e di "mutazione antropologica" si è soffermato Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione italiana psichiatri e psicologi cattolici (Aippc). "L’atmosfera digitale – ha spiegato – è qualcosa in cui il nostro cervello crea mondi tematici nuovi, e in un bambino che già a tre anni sa utilizzare il mouse, che è cresciuto a videogiochi e Sms, l’apprendimento diventa sempre più percettivo e meno simbolico", mentre "la virtualizzazione finisce per costituire una dimensione potente della sua vita di tutti i giorni".