OPERAIO MORTO IN SICILIA: MLAC, "ESTENDERE I CONTROLLI ANCHE AI PICCOLI CENTRI"

"Promuovere una riflessione sull’educazione alla sicurezza anche nei piccolissimi centri" e "una maggiore partecipazione alla conoscenza della legge sulla sicurezza del lavoro da parte non solo dei soggetti interessati, ma dell’intera collettività": è quanto chiede oggi il Movimento lavoratori di Azione cattolica (Mlac) della Sicilia, all’indomani della morte a Fiume di Nisi (Messina) di un operaio. "Ancora una volta una morte in un cantiere edile – afferma in una nota il segretario regionale Antonello Ferrara -, ancora una volta è evidente come ci sia una mancanza di controlli". Per Ferrara, la morte di ieri "evidenzia come sia urgente rafforzare gli strumenti di controllo dello Stato" per realizzare le verifiche "anche nei luoghi più piccoli e remoti del Paese". A Catania, riferisce il Mlac, secondo i carabinieri "sono stati chiusi ben dieci cantieri edili per irregolarità; è un segnale importante", ma occorre estendere i controlli anche "ai piccoli centri, come quello di Fiume di Nisi, con poco più di 1200 abitanti". "Questa storia – conclude la nota – rattrista perché è accaduta in piccolo un paese simbolo dell’emigrazione, perché è accaduta in un cantiere dove si realizza un’opera comunale. Ci chiediamo se erano stati messi in atto tutti i controlli possibili per evitare questa ennesima tragedia".