Un “versante problematico” su cui la Chiesa “sa di dover dire il suo sì agli italiani” è quello “della moralità sociale e della legalità pubblica”, che “sono dimensioni proprie della cittadinanza rispetto ai vincoli collettivi”. Lo ha detto il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, tenendo oggi una prolusione sul “futuro” della Chiesa cattolica in Italia, con cui ha inaugurato l’anno accademico dell’Università europea di Roma. “Situazioni particolarmente delicate – ha detto il cardinale – si presentano in alcuni territori del Paese, quelli più interessati dalla malavita organizzata, dalla ‘ndrangheta e dalla mafia, fenomeni che da tempo tendono peraltro a ramificarsi all’estero. Non solo in tali contesti degradati – ha ammonito il cardinale – ma più in generale, il vincolo sociale appare friabile ed esige che sia continuamente ricostruito a partire dalle persuasioni di fondo delle persone”. Nel Dna della Chiesa, inoltre, c’è “un’attenzione speciale per i poveri e i sofferenti e comunque per tutte quelle situazioni che reclamano il servizio della carità”. Tra le “obiettive situazioni a rischio”, Bagnasco ha citato quelle “che coinvolgono la famiglia, la quale stenta a trovare una propria serenità in ambito economico e per la quale si fa fatica a far emergere in ambito politico la sua ineliminabile soggettività”.