MOLISE
Una legge riduce il numero dei consiglieri regionali e degli assessori
Il Consiglio regionale del Molise ha approvato la proposta di legge sulla riduzione dei consiglieri regionali e degli assessori. “Disposizioni urgenti di adeguamento all’articolo 14 del decreto legge 13 agosto 2011, n.138, convertito con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.148”: questo il titolo del provvedimento, con il quale è stato ridotto da trenta a venti il numero dei consiglieri regionali, più il presidente della Giunta, e a quattro il numero degli assessori. Il provvedimento varato si pone in linea con l’intento del governo di riduzione dei costi della politica; il Molise, con questa legge, si è messo in linea con le disposizioni nazionali e, su questa strada, ha riavviato la riscrittura dello Statuto. Non è un problema di numeri. Per Francesco Carozza, responsabile dell’Osservatorio giuridico legislativo per le diocesi molisane, “non basta ridurre il numero dei consiglieri perché ad aumentare, negli ultimi anni, è stato il loro costo. La giustificazione che ciò sia da addebitarsi agli accresciuti compiti delle Regioni sembra pretestuosa: non è con auto blu o spese di rappresentanza che si risponde alle esigenze politico-amministrative”. “Si potrebbe dire – prosegue Carozza – che un Consiglio composto da 136 membri, uno per ogni Comune della Regione, sarebbe certamente rappresentativo e non è detto che debba costare 136 volte di più. Se lo stipendio dei 136 consiglieri fosse uguale a quello degli insegnanti costerebbe, comunque, meno”. “In realtà – spiega Carozza -, questa legge non è la soluzione dei problemi, perché bisogna guardare all’adeguatezza e all’efficacia della stessa classe politica. Da cattolici dobbiamo fare il mea culpa per le omissioni, perché per vent’anni abbiamo abdicato al nostro ruolo, lasciandoci convincere di non essere necessari alla politica e di doverla seguire, invece che guidarla”. Anche per Pax Christi Molise “è tempo di concludere con gli sprechi, ma i dispendi non sono nel numero dei consiglieri quanto nell’eccesso di spesa da parte dei consiglieri e dei gruppi consiliari”. Per Pax Christi, “occorre una rinascita culturale e un’etica politica che diventi stile di vita quotidiano di tutti, per partire dalla solidarietà e rifondare un senso di comunione sociale”.Situazione complessa. Secondo il costituzionalista Marco Olivetti, è una “situazione complessa, perché il numero dei consiglieri regionali è un ambito di competenza dello Statuto regionale e utilizzare una legge per modificarlo è problematico”. “La Corte costituzionale – spiega Olivetti -in passato ha già provveduto all’annullamento di leggi che regolavano argomenti di competenza dello Statuto. Per questo motivo, una legge non è la sede adeguata per determinare il numero dei consiglieri; va detto, comunque, che nell’ultimo anno due decreti legge del governo sono intervenuti in materia, prevedendo la riduzione del numero dei consiglieri regionali”. “Fino a questa estate – prosegue Olivetti – questi decreti legge erano ritenuti incostituzionali, ma la stessa Corte con la sentenza 198/2012 li ha legittimati. Una situazione paradossale, quindi, perché le regioni dovrebbero ridurre, in tempi stretti, il numero dei consiglieri modificando i loro Statuti, ma questo richiede dei tempi piuttosto lunghi che mal s’interfacciano con l’urgenza richiesta. In questo quadro, la situazione del Molise è insolita perché, con la Basilicata, è la sola regione a non aver adottato uno Statuto”.Per una società migliore. “In questo momento storico – sottolinea Olivetti – è inevitabile muoversi attraverso l’adozione di una legge, ma si tratta di un provvedimento ‘monco’, che arriva tardi e in malo modo in quanto la strategia seguita dalla Regione è poco chiara e solo un anno fa, nella bozza dello Statuto approvato dal Consiglio regionale e poi impugnato dal Governo nazionale, aveva incrementato il numero dei consiglieri”. Dunque, non è esclusa l’applicabilità della legge, che, però, “non rappresenta un successo perché giunge tardi e con contraddizioni”, prosegue Olivetti. “Risolvere la ‘questione regionale’ – chiarisce – richiede una solida riflessione su quali siano le urgenze e le necessità del territorio, soprattutto in vista dell’imminente cancellazione della provincia d’Isernia, con la conseguenza che uno stesso territorio (quello di Campobasso) sarà sede sia della Regione sia dell’unica provincia”. Per Olivetti, “la giusta risposta ai cittadini non sono scelte funzionali alla classe politica regionale, ma scelte attente e mirate a una riflessione più ampia per la realizzazione anzitutto di uno Statuto e poi di tutto ciò che potrà fare bene all’intero Molise”. “Ben venga – conclude Carozza – la riduzione del numero dei consiglieri e dei costi della politica, ma che sia il primo passo per il ritorno della politica preoccupata di lasciar il mondo migliore di come lo ha trovato”.a cura di Giovanni Perilli(30 ottobre 2012)