MOLISE

Ponte tra nido e materna

Un finanziamento per le sezioni primavera

La Giunta regionale del Molise ha approvato il finanziamento delle sezioni primavera per una somma pari a 2,4 milioni di euro, a valere sulle risorse del Par Fsc 2007/2013 (Programma attuativo regionale del Fondo europeo sviluppo e coesione), per garantire la prosecuzione del servizio socio-educativo per i bambini da 24 a 36 mesi per gli anni scolastici 2012-2013, 2013-2014 e 2014-2015. Il provvedimento consentirà il finanziamento delle sezioni primavera già attivate negli scorsi anni, nonché di nuove, e vuole raggiungere l'”Obiettivo di servizio” nazionale che fissa al 12% il target della copertura da conseguire entro il 2013.Fotografia della situazione. Le risorse distribuite saranno orientate all’innalzamento del grado di copertura del servizio sul territorio regionale e, sulla base di una programmazione triennale, vorranno assicurare una continuità del servizio. Gli asili nido comunali in Molise, secondo i dati di Cittadinanzattiva, risultano essere, ad oggi, tra i più economici d’Italia (con tariffe invariate dal 2006-07), con rette pari a 223 euro al mese. Un costo di gran lunga più basso rispetto alla media nazionale che si aggira sui 302 euro mensili. In Molise, inoltre, secondo la banca dati del Ministero dell’interno sulla fiscalità locale, aggiornata al 2010, per quanto riguarda gli asili nido comunali solo il 4% dei richiedenti rimane in lista d’attesa, a fronte di una media nazionale del 23,5%. C’è però una pecca: gli asili non sono ben distribuiti sul territorio regionale. L’accesso ai fondi (800 mila euro per l’anno 2012-2013), per dare continuità alle realtà esistenti o avviarne nuove, avverrà mediante una “Manifestazione d’interesse” indicata dall’ente Regione dopo la pubblicazione del bando, prevista nelle prossime settimane. Risposta concreta. Mario Santella, referente regionale della Federazione italiana scuola materne (Fism), evidenzia: “I fondi stanziati torneranno utili alle trentanove strutture paritarie già operanti in Molise, cui si sommano quelle in fase di avvio. Questo fa dell’iniziativa un’ottima risposta alle esigenze degli istituti paritari, ma non trascura le undici realtà statali operanti sul territorio che nei prossimi giorni saranno al centro di un tavolo tecnico, nel quale saranno definiti altri fondi destinati al loro sostegno”. Comunque, per Santella, “è richiesto un ulteriore sforzo per il rafforzamento dei servizi”. Alcuni problemi. Esther Flocco, referente regionale dell’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc), nutre qualche perplessità in riferimento ai Piani di ridimensionamento scolastico: “L’Aimc – spiega Flocco – ha mostrato forte preoccupazione perché, spostando l’attenzione sul raggiungimento degli obiettivi di copertura del servizio, come previsto dal provvedimento, le sezioni primavera e gli asili nido potrebbero ‘fondersi’ in un’unica realtà”. Ma, avverte Flocco, “le sezioni primavera sono un servizio socio educativo, nato allo scopo d’integrare le attuali strutture dei nidi e delle scuole d’infanzia per agevolare la diffusione di una cultura attenta ai bisogni e alle potenzialità dei più piccoli. L’importanza di queste realtà, che si collocano nel mezzo tra il nido e la scuola d’infanzia, è proprio nel ruolo educativo che svolgono, distinguendo i richiedenti in base alla loro età; se tale fattore venisse meno, s’inserirebbero i piccoli in ambienti di apprendimento pensati e organizzati per bambini di un’età diversa, creando un paradosso educativo che non agevolerebbe l’apprendimento”. Strutture non a norma. Per i coniugi Natalino e Susanna Finocchio, responsabili della pastorale familiare di Termoli-Larino, “l’insufficiente distribuzione degli asili nido e delle sezioni primavera deve essere superata e questa legge potrebbe rappresentare una valida soluzione, ma, con essa, occorre essere attenti anche all’adeguamento delle strutture che, purtroppo, non risultano del tutto a norma”. “Occorre in questo senso – precisano i coniugi Finocchio – cambiare le direttive anche in considerazione dei finanziamenti nel settore dell’istruzione, che sono fondamentali”. Nel loro intervento, i responsabili della pastorale familiare di Termoli-Larino fanno notare che “sarebbe opportuna l’attivazione di una manovra tesa alla riformulazione di una legge finanziaria a misura di famiglia in cui ci sia una giusta detrazione dell’Irpef in base al numero dei figli: non è giusto che nuclei con un figlio paghino le stesse tasse di nuclei con quattro o cinque figli. Infine, l’idea di raggruppare sempre più per risparmiare sulla gestione non risponde alla giusta scelta educativa da seguire”. a cura di Giovanni Perilli(07 dicembre 2012)