Ipertecnologici, alla ricerca dello sballo, ma anche con la paura di essere rapiti o violentati: sono i tecnoager, ovvero "i giovani alla ricerca di un equilibrio tra nuove possibilità e la rumorosa solitudine della rete". A dipingere così le nuove generazioni è il nono Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza realizzato dall’Eurispes e da Telefono Azzurro, presentato oggi a Roma, e che nasce da due indagini svolte in 41 scuole e che hanno interessato circa 6.000 bambini e ragazzi di età compresa tra i 7 e gli 11 e dai 12 ai 19 anni. Tv, telefonino, consolle, lettore mp3 e Internet fanno parte della dotazione hi tech di base delle nuove generazioni: il Rapporto rileva che un bambino su 10 possiede il cellulare prima dei sei anni di età. La maggior parte (34,9%) lo ha tra gli 8 e i 9 anni. Viene usato per chiamare i genitori (73,7%), per scattare fotografie (61,3%), chiamare gli amici ed inviare sms (58,6%), giocare (56%), per girare filmati (49,5%). Tra i bambini risultano particolarmente diffusi i videogiochi: il 47,6% ha confessato di averne usato di inadatti. Il 38,5% è tuttavia consapevole che i videogiochi violenti non sono adatti per loro mentre il 22,4% li considera divertenti. L’8,5% dei più piccoli ha riferito che i videogiochi violenti aiutano a scaricare la rabbia mentre il 4,8% ha affermato che fanno provare un senso di forza e potenza.