"Su un milione e mezzo di consumatori di cocaina in Italia, circa 300.000 sono definiti ‘problematici’ ma solo 25/30.000 si rivolgono ai servizi per le dipendenze": l’allarme viene da Riccardo De Facci, responsabile nazionale per le dipendenze del Cnca (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza), che commenta al Sir la presentazione a livello nazionale, avvenuta oggi a Roma, della relazione annuale 2008 dell’Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipendenze (resa nota a Bruxelles lo scorso 6 novembre). L’Italia, insieme a Spagna e Gran Bretagna, è tra i Paesi europei con il maggior numero dei consumatori di cocaina. "Questo dato evidenzia il grande numero di consumatori problematici non in contatto con i servizi spiega -, e quindi ci interroga sulla necessità di attivare progetti e interventi innovativi per migliorare l’accesso per le persone in difficoltà che però non chiedono aiuto in tempo". L’esperto del Cnca fa notare che "la maggiore diffusione di cocaina in tutti i contesti di divertimento e in tutte le classi sociali", oltre "all’abbassamento dei costi delle dosi" ha portato a ridurre invece il consumo di metanfetamine (ad esempio l’ecstasy). Si sono anche ridotti, in Italia, "i locali di musica e i rave illegali dove il consumo di metanfetamine era più diffuso ed anche le tendenze musicali a connesse, perché ritenute fuori moda". (segue)