MOLISE

C’è spazio per le novità?

Presentata in IV Commissione la proposta di legge concernente il “Testo unico in materia di cultura”

È stata presentata in IV Commissione la proposta di legge regionale concernente il “Testo unico in materia di cultura”, che, nel rispetto delle norme statutarie regionali e del dettato normativo nazionale, mira a disciplinare la valorizzazione e la fruizione dei beni, delle attività culturali e dello spettacolo locali e regionali in un’ottica organica. L’istituzione di ecomusei e di parchi minerari e la difesa del patrimonio materiale e immateriale attinente a luoghi e istituti di cultura sono alcuni dei progetti delineati. Il testo fa confluire le risorse assegnate al settore, con programmazione e indirizzo triennale, nel Fuc (Fondo unico della cultura) per evitare l’effetto dispersione della contribuzione pubblica. Sono previsti, inoltre, la Fondazione Molise Cultura, quale cabina di regia del territorio che si avvale del lavoro di monitoraggio dell’Osservatorio regionale, costituito da amministratori e addetti ai lavori operanti sul territorio; la Film Commission che offrirà un sistema di servizi a favore delle produzioni cinematografiche e audiovisive locali con lo scopo di promuovere il territorio molisano e valorizzare il patrimonio culturale esistente; un Comitato tecnico scientifico che valuterà la qualità delle iniziative.Qualcosa manca. Per Maria Paola Pietropaolo, presidente regionale dell’Aimc (Associazione italiana maestri cattolici), “l’elaborazione del Testo unico è un fatto molto positivo, poiché raccoglie, unifica e integra norme altrimenti sparse e si pone come punto di riferimento normativo ed operativo per tutti i soggetti istituzionali e non, che si occupano di cultura, nei diversi settori. Il lavoro, organico, presenta quasi tutti i settori del mondo della cultura, dal cinema al teatro, biblioteche e musei ma manca quasi completamente il riferimento ai beni ambientali, di cui pure il nostro territorio è ricco, che fanno parte a pieno titolo dei beni culturali”. Inoltre, continua Pietropaolo, “non appare evidente una connessione con l’emergenza culturale che connota la regione Molise: bassi livelli di consumi culturali, posizioni di coda nelle statistiche nazionali per numero di lettori, impietosi indicatori di una situazione di analfabetismo di ritorno molto difficile da affrontare e superare”. A questo proposito, prosegue la presidente regionale dell’Aimc, “forse più che istituire nuovi organismi sarebbe il caso di puntare su azioni di base strutturali e di lungo respiro quali un piano di promozione della lettura tra adulti, adolescenti e bambini, in sinergia con le biblioteche e le istituzioni scolastiche”. Manca, infine, “un cenno al volontariato culturale”, come pure “andrebbero enfatizzati gli strumenti della concertazione interistituzionale: intese, protocolli, reti, nell’ottica di un sistema integrato”.Più spazio alle novità. A Domenico Farina, presidente dell’associazione culturale Kimera che opera sul territorio da più di dieci anni, non piace il ruolo attribuito alla Fondazione, che essendo “istituto di diritto privato non avrà alcuna necessità di essere imparziale, benché avrà la possibilità di indirizzare le politiche culturali regionali”. Ciò sarebbe garantito “solo coinvolgendo tutte le associazioni culturali”. Il secondo nodo è “la Film Commission: dando per scontato che il Molise ne necessiti, non si capisce perché non si crei un’assemblea paritetica delle associazioni di cultura cinematografica”. “Più positivo – conclude Farina – è il progetto di creazione del Fuc perché renderà più agevole la gestione dei fondi destinati al settore, mentre è una carenza importante il non aver previsto una gestione trasparente dei fondi e l’aver privilegiato gli eventi appartenenti alla tradizione storico-culturale perché sembra essere un modo per non dare spazio alle novità”.a cura di Giovanni Perilli(26 giugno 2013)