"L’impegno per la liberazione di suor Rinuccia Giraudo e suor Maria Teresa Olivero, come di tutti gli operatori e operatrici somali e internazionali ancora nelle mani dei sequestratori, deve rappresentare l’occasione perché la politica e i media aprano gli occhi sulla realtà somala". Lo afferma Nino Sergi, segretario generale dell’organizzazione non governativa Intersos, in una nota diffusa oggi alla stampa sulla situazione in Somalia, a suo avviso "sempre più grave, preoccupante e onerosa". Sergi denuncia "il crescente disinteresse della comunità internazionale, a parte alcune lodevoli iniziative, e la scelta di chiudere gli occhi di fronte alla gravità del caso: un Paese per diciotto anni senza Stato, abbandonato a sé stesso, nella sua povertà, nella più totale disgregazione sociale, in preda alle prepotenze che a turno si sono succedute e con le porte aperte a qualsiasi attività o potere illecito". Come Ong, afferma, "non intendiamo abbandonare la Somalia". "Anche la cooperazione avviata dai Governi e dalle agenzie internazionali va quindi assolutamente continuata sostiene -. Occorre ripensare il ruolo delle Nazioni Unite nell’area" e "ripensare le scelte e l’impegno dei Paesi membri" tra cui l’Italia. Secondo Sergi è anche necessario "valorizzare il già positivo ruolo dell’Europa" e sostenere "le iniziative regionali africane".