MOLISE
Una legge regionale per valorizzare il patrimonio agricolo-forestale del territorio
È stata istituita in Molise la “banca della terra”. Il nome “banca” è stato utilizzato proprio per valorizzare il patrimonio agricolo-forestale in disponibilità del territorio regionale. Scopo della legge regionale è incentivare la crescita produttiva e occupazionale nelle aree rurali tramite lo sviluppo dell’attività agricola in sinergia con l’imprenditoria privata. “I terreni presenti nella banca – sostiene la legge – saranno destinati esclusivamente alla coltivazione diretta degli stessi o alla creazione di fattorie sociali; in particolare, la concessione dei terreni è finalizzata a incentivare la coltivazione di prodotti autoctoni molisani nonché lo sviluppo della filiera agricola molisana”. Terra ai giovani. Obiettivo della legge è favorire il ricambio generazionale all’interno del settore agricolo, puntando a salvaguardare gli equilibri idrogeologici, la protezione dell’ambiente e la tutela del paesaggio e della biodiversità. La legge muoverà i primi passi dalla predisposizione di una banca dati informatizzata, accessibile al pubblico e aggiornata periodicamente, nella quale saranno inserite le coordinate catastali e le eventuali ulteriori informazioni concernenti le particelle i cui proprietari sono disposti a cederne la detenzione o il possesso. Per Nicola Lalli, direttore dell’Ufficio di pastorale sociale, lavoro e salvaguardia del creato della diocesi di Campobasso-Bojano, “l’istituzione della ‘banca’ valorizzerà il patrimonio agricolo-forestale nella disponibilità del nostro territorio regionale; ciò perché renderà accessibili e produttive ampie aree territoriali incolte e di buona fattura”. Percorrendo le strade del nostro territorio, osserva Lalli, “si ha modo d’incontrare un patrimonio inestimabile, un ambiente sano, rigoglioso, ma da molto tempo abbandonato; con questa legge, quindi, si potrà dare l’opportunità di rompere tutti gli schemi e, rifacendosi alle parole espresse dal Papa durante la visita dello scorso 5 luglio, comprendere l’esigenza non di sfruttare il territorio, ma di recuperare risorse per un giusta valorizzazione della produzione agricola”. Per far questo, precisa, “si dovrà investire sul terreno incolto in modo opportuno, focalizzando l’attenzione sull’impegno di riappropriarci della nostra terra e del nostro lavoro”. In tal senso, Lalli plaude all’iniziativa, ma intende anche spronare la politica e il mondo associazionistico affinché “non si diventi spettatori di quello che succede, bensì ci si adoperi e interessi al territorio perché l’agricoltura, insieme al turismo, potrebbe diventare il volano dell’economia della Regione”. Occorre attivarsi. Per Tommaso Giagnacovo, presidente di Coldiretti Molise, “è una bella iniziativa per la possibilità data ai giovani e agli agricoltori di potersi radicare sul territorio”, oltre a permettere lo sviluppo dello stesso, “sia dal punto di vista economico, per le aziende, sia in termini di mantenimento”. “Un’opportunità – precisa – che si potrà concretizzare se ci sarà una divulgazione tra gli agricoltori, in modo da poter dare la possibilità a tutti di accedere a questi terreni. Oggi non si sa quali terreni siano disponibili e soprattutto mancano le informazioni circa le condizioni in cui versano”. Il Molise, sottolinea Giagnacovo, “può e deve ripartire dalla terra, ma bisogna pensare con una mentalità tendente all’innovazione. Negli ultimi anni l’agroalimentare è l’unico settore in positivo e, siccome il mercato è molto ampio, dal punto di vista nazionale e internazionale, dobbiamo puntare a realizzare un prodotto di eccellenza per rilanciare il nostro territorio e ringiovanire l’età degli addetti ai lavori, considerato che il Molise oggi conta un’età media degli addetti molto alta”, 55 anni. “Questa legge – conclude – è una opportunità. È necessario, però, iniziare a darsi da fare: questa sarà la dimostrazione che noi crediamo molto nel passaggio generazionale perché vediamo l’agricoltura nel futuro. Oggi non posso che dare il mio plauso all’iniziativa, ma attendo un’attuazione concreta, chiara e rapida”. Giovanni Perilli(14 gennaio 2015)