COMECE: "ESIGENZA DI CONCILIARE VITA FAMILIARE E LAVORO"

Tornando alla direttiva Ue sull’orario di lavoro (dove si prevede un limite massimo di lavoro settimanale fino a 65 ore), Johanna Touzel, portavoce della Comece, ha spiegato al Sir: "Un’eccessiva estensione dell’orario di lavoro va comunque contro la dignità dell’uomo e del lavoratore" e dunque procede in senso contrario alla conciliazione della vita familiare e professionale "sulla quale da tempo i vescovi insistono" e che corrisponde alla richiesta di evitare il lavoro festivo. Durante i lavori della plenaria, Bobby McDonagh, rappresentante permanente dell’Irlanda presso l’Ue, ha spiegato la situazione nel suo paese dopo il "no" al Trattato di Lisbona. A questo proposito Mons. Piotr Jarecki, vicepresidente Comece, spiega al Sir: "Ci è parso che la situazione in Irlanda sia un po’ contradditoria". L’opinione pubblica sembra infatti "ancora molto favorevole all’Unione europea" ma dal voto referendario è emerso un altro esito. "Si è parlato anche della carenza di una informazione oggettiva sull’Ue nei mass media" dell’isola, il che avrebbe favorito le posizioni euroscettiche durante il voto popolare.