CASO ENGLARO: DALLA TORRE, "INTERPRETAZIONE FORMALISTICA DEL DIRITTO"” “” “

"E’ un caso in cui la lettera uccide lo spirito". Così Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa, commenta al SIR il responso della Corte di Cassazione sul caso Englaro. "Un’interpretazione formalistica del diritto – spiega il giurista – porta ad uccidere, a negare un principio fondamentale del nostro ordinamento, e cioè la centralità della persona umana ed il diritto alla vita in ogni stato, in ogni condizione. Quando formalisticamente ci si attiene a certe norme procedurali, si arriva all’assurdo di legittimare la morte, che è un principio ripudiato dalla nostra Costituzione". In sintesi, quella della Corte di Cassazione è stata per Dalla Torre "un’applicazione pedissequa e formalistica del diritto, che va contro i principio fondanti della nostra Costituzione". Della nostra carta costituzionale è stato inoltre "stravolto" un altro principio: quello sancito dall’art. 30 della Costituzione, in cui si stabilisce che "in caso di incapacità" è lo Stato che deve sostituirsi ai genitori: "C’è una responsabilità dello Stato – commenta Dalla Torre – di intervenire a tutela dei genitori, e a questo potere lo Stato non ha ottemperato".