"Una sentenza di morte moralmente inaccettabile": così mons. Mauro Cozzoli, docente di teologia morale alla Pontificia Università Lateranense, commenta al SIR il responso definitivo delle sezioni unite civili della Corte di Cassazione, che hanno dichiarato inammissibile per "difetto di legittimazione" il ricorso della Procura di Milano sulla vicenda di Eluana Englaro, autorizzando così la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione della giovane donna in stato vegetativo persistente da quasi 17 anni. "Eluana è viva afferma il teologo e ne viene decretata la morte per legge. Con questa sentenza Eluana è condannata ad eutanasia passiva per sospensione non di trattamenti terapeutici, ma di cibo e acqua". Per mons. Cozzoli "oggi è un giorno triste per la giurisprudenza del nostro Paese; dei giudici hanno introdotto per legge l’eutanasia. Si è introdotto nella legislazione italiana il principio che una vita non vale in sé e per sé, per il suo esserci punto e basta, ma vale per il suo modo di essere". "Ci si è posti conclude su un piano inclinato che incoraggerà altre scelte di morte, il che è assai preoccupante".” “” “