"La sentenza della Corte Suprema di Cassazione porrà fine alla vicenda di Eluana. Ma se è vero che una persona non muore mai finché qualcuno si ricorderà di lei, Eluana non morirà mai perché è entrata nel cuore di milioni di italiani". E’ la dichiarazione di Fulvio De Nigris, direttore del Centro Studi per la Ricerca sul Coma di Bologna, dopo la sentenza della Cassazione sul caso Englaro. "Paradossalmente prosegue De Nigris – la sua storia così controversa diventa un messaggio bipartisan: di ‘libertà di fine vita’ per quanti con il padre Beppino Englaro hanno sperato nel diritto al morire; di coraggio di vivere, di riaffermazione dello stato vegetativo come ‘dignità di vita differente’ per quanti hanno lottato per il suo diritto ad essere riconosciuta in una società civile". De Nigris si dice convinto che "anche nel ricordo Eluana interpreterà tutti questi messaggi: ragazza sorridente nel fiore della vita per quanti l’hanno conosciuta; donna florida ben curata ma gravemente disabile per quanti hanno vissuto la sua storia dai racconti dei media". "Non dobbiamo aver paura di Eluana, ne sentiremo parlare a lungo, vive in mezzo a noi ed è diventata patrimonio di tutti", conclude De Nigris: "Il suo è un messaggio di libertà: libertà di fine vita, ma anche libertà di diritto alla cura. Poi su quale delle due libertà ci sia priorità, il dibattito è tuttora aperto".