REGNO UNITO: IL CASO DELLA PICCOLA HANNAH, "NESSUNO HA CHIESTO L’EUTANASIA"

"Siamo molto preoccupati del modo in cui il caso è stato riportato dai media. Alcuni, come la BBC, hanno detto che si tratta di un "diritto a morire". E’ un modo molto fuorviante di presentare questo caso perché Hannah Jones e i suoi genitori non chiedono l’eutanasia o il suicidio assistito". Così Paul Tully, segretario della "Società per la protezione dei bambini non nati", una delle più importanti organizzazioni del Movimento per la vita ha commentato al Sir la storia di Hannah Jones, la tredicenne di Marden, vicino a Hereford, nel sud ovest di Inghilterra, che ha rifiutato il trapianto di cuore necessario per mantenerla in vita. "Si tratta di una operazione complicata, rischiosa e incerta. Avrebbe potuto avere esito negativo e far morire Hannah", spiega Tully. "Una cura può essere troppo pesante per un paziente ma utile alla sopravvivenza di un altro e la linea di confine va tracciata caso per caso". Secondo il segretario della "Spuc" molti media hanno presentato il caso come una storia di "diritto a morire" perche’ esiste una forte campagna nel Regno Unito per la legalizzazione dell’eutanasia. "Mary Warnock, membro della Camera dei Lords ha parlato qualche settimana fa di "dovere di morire" per persone anziane o malate che diventano un peso per chi le cura. Si tratta di una posizione estrema ma che fa capire la direzione nella quale si sta movendo una parte del Regno Unito".