Alcune decine di capi di stato e di governo, tra cui quelli di numerosi paesi arabi, di Israele e degli Stati Uniti, partecipano oggi e domani a New York, al Palazzo di Vetro, al vertice per il dialogo interreligioso "Cultura di pace", iniziativa senza precedenti per l’Onu. “I valori che intende promuovere sono comuni a tutte le religioni del mondo e possono aiutarci a combattere estremismo, pregiudizi e l’odio", ha sottolineato il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Induismo, taoismo e buddismo non saranno in questa occasione rappresentati, pur avendo sottoscritto a luglio la “Dichiarazione di Madrid” in base alla quale l’Assemblea generale, presieduta quest’anno dal rappresentante del Nicaragua, il sacerdote Miguel D’Escoto Brockmann, ha inviato convocazioni ai 192 paesi che aderiscono all’Onu. “Il mondo ha molto sofferto per mancanza di comprensione, di mutuo rispetto e per le differenze di opinioni tra religioni, fedi e culture", ha aggiunto Ban Ki-moon. L’incontro di oggi e domani trae origine da una proposta del re dell’Arabia Saudita Abdullah bin Abdulaziz al Saud, formulata durante l’analogo vertice svoltosi a Madrid in luglio. “Spero che attraverso incontri e dialogo ad alto livello di questo tipo – ha concluso Ban Ki-moon – il mondo riesca a vivere in una società caratterizzata da un’atmosfera più armoniosa e pacifica”.