"SENZATETTO" BRUCIATO A RIMINI: "CAPANNA DI BETLEMME", "UN GESTO DELIBERATO"

“Si faceva chiamare Andrea Rizzo, e questo è stato anche il nome che ha dato in ospedale al momento del ricovero, ma non è questa la sua vera identità”. Cristian Gianfreda, della "Capanna di Betlemme", la casa per i poveri e gli emarginati fondata da don Oreste Benzi, ha incontrato più volte il senzatetto che ignoti hanno tentato di uccidere l’altra notte a Rimini. "È stato sicuramente un gesto deliberato da parte di qualcuno che voleva colpirlo intenzionalmente, che sapeva dove era, del resto era una vittima facilissima da trovare, sempre a dormire su quella panchina”. È l’interpretazione di Gianfreda che, avendolo incontrato l’ultima volta un anno fa, lo ricorda come una persona “mite, anche gentile”, che non dava fastidio a nessuno, anzi “tendeva a fuggire” dalle situazioni più ostiche. Rizzo, che da quindici anni era a Rimini, era ben noto anche al Comune e ai Servizi sociali. La Chiesa riminese parla di una persona “assolutamente innocua”. Un gruppo della Capanna di Betlemme si sta recando alla direzione del Centro ustioni di Padova dove il senzatetto è attualmente seguito.