"La missione ci coinvolge verso tutti, senza distinzioni, con il coraggio e la franchezza dei primi apostoli": con queste parole mons. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, si è rivolto ieri ai fedeli riuniti nella cattedrale in occasione della "giornata del seminario", davanti a sette candidati all’ordine sacro che chiedevano l’ammissione. Betori ha scelto la figura del capo degli apostoli per illustrare il servizio che i candidati saranno chiamati a svolgere. "La funzione pastorale che Gesù affida in prima persona a Pietro, come saldo fondamento dell’intera compagine ecclesiale, – ha spiegato – è però anche compito in senso lato di tutta la Chiesa, nella diversità dei ruoli affidati a ciascuno. La vicenda di Pietro ci ricorda che tale compito non scaturisce da nostre risorse umane, che ci inclinerebbero alla diserzione se non al tradimento, ma è puro dono che viene dall’alto. Così che Pietro, che deve superare il triplice rinnegamento, sa che non può più affermare da sé il proprio amore a Gesù, ma chiede che sia lui, Gesù che glielo ha donato a riconoscerlo". Betori ha poi concluso ricordando che "soprattutto, Pietro scopre che l’amore verso Gesù è un amore esigente: implica di condividere l’amore stesso del Signore, in una sequela che non esclude la croce".” “