GIOVANI E CULTURA: CARD. RUINI, "COSTANTE ELABORAZIONE" NON "MONUMENTO" (2)

Ma cosa è cambiato, in questi anni, nella visione dell’uomo? «I vescovi – ha affermato il cardinale rivolgendosi ai giovani – sempre più hanno preso coscienza del fatto che c’è un nuovo modo di agire sull’uomo. Lo sviluppo tecnologico ora è direttamente applicato all’uomo, per cui le biotecnologie intervengono sia sul corpo che sulla mente». Un rapido sviluppo si è registrato anche sul fronte esistenziale, con un "profondo mutamento" dei costumi e della legislazione che riguarda i costumi. «Vi è stata una secolarizzazione della politica, della famiglia, del rapporto con il denaro». È una situazione, però, che oggi si confronta con un "risveglio" religioso «che non comporta automaticamente frequenza e assiduità – ha osservato Ruini – ma contribuisce a rafforzare il proprio senso di identità». Non ultimo il confronto con la scienza «che restringe gli orizzonti della razionalità mettendo tra parentesi le risposte alle questioni esistenziali più radicali», lasciando, poi, spazio «alla dittatura del relativismo, dove la libertà priva di limiti e la morale, personale e pubblica, diventano criteri ultimi di orientamento sociale». In tale contesto l’educazione dei giovani è la sfida del futuro: "la più complessa ma al tempo stesso la più affascinante, perché chiede alla Chiesa di inculturarsi nell’oggi e nel domani".